L'attesa che nessuno misura: i tempi morti nel servizio di ristorazione
Ci sono momenti nel servizio che non esistono nelle procedure scritte. Eppure sono quelli che il cliente ricorda di più. Parliamo dei tempi morti: quando il cameriere è sparito, quando il menu non arriva, quando il conto non viene portato.
Il cliente si siede. Guarda intorno. Aspetta. In quel momento, nessuno del personale lo sta guardando. Questa è la finestra che nessuna procedura operativa riesce a coprire completamente, e che le visite mystery rivelano con precisione quasi chirurgica.
Durante una visita in un ristorante del centro, abbiamo documentato un'attesa di quattro minuti prima che qualcuno si avvicinasse al tavolo. Il locale era a metà capienza. Il personale era presente e attivo. Eppure nessuno aveva "visto" il cliente appena seduto.
Il problema non era la cattiva volontà. Era l'assenza di un sistema di controllo visivo condiviso tra i camerieri. Ognuno pensava che ci pensasse l'altro. La soluzione, in quel caso, era semplice: definire chi è responsabile dell'accoglienza in ogni fascia oraria e rendere esplicita quella responsabilità.
I tempi morti sono quasi sempre risolvibili. Ma prima di risolverli, bisogna misurarli.